Assicurazioni: comunicazione importante

La FIVL si è da sempre adoperata per ottenere, in convenzione, una polizza assicurativa a favore dei piloti. L'obiettivo è sempre stato quello di evitare, quanto più possibile, problematiche di mancata copertura dei sinistri o l'emergere di contenziosi. Si tratta di un obiettivo disinteressato in quanto la FIVL non ha mai percepito alcun vantaggio economico da alcuna convenzione assicurativa.

In questi giorni viene proposta una polizza assicurativa alternativa a prezzi vantaggiosi. In merito alle polizze assicurative, è doveroso ed utile spiegare ai piloti alcuni punti che potrebbero essere assai critici e potrebbero far emergere spiacevoli sorprese.

A differenza della polizza in convenzione FIVL, alcune polizze NON COPRONO i sinistri causati:
1) Per colpa grave;
2) In violazione di leggi;
3) In violazione o in dispregio di regolamenti;
4) Quando il pilota non rispetta le norme di sicurezza;
5) Quando il pilota vola con materiali non in regola con le istruzioni del costruttore;

Ciò posto, l'utente attento potrà svolgere un parallelismo assai semplice ed efficace per comprendere la portata di tali limitazioni: qualora si provocasse un incidente stradale dovuto al mancato rispetto di una precedenza, all'utilizzo di pneumatici con battistrada eccessivamente consumato, ad un sorpasso in luogo vietato ecc., cioè in tutti i casi nei quali si è infranta una norma, un regolamento o una semplice norma di sicurezza, ci si potrebbe avvalere della copertura della RC auto: l'assicurazione pagherà senz'altro il danno.

Ciò accade anche quando si fruisce, ad esempio, della polizza volo della FIVL o di altre con garanzie simili: non importa se la condotta di volo è avvenuta in una zona di traffico aereo interdetto, per imprudenza grave, per utilizzo di parapendio non soggetto alla revisione del costruttore ecc. Non importa nemmeno se il pilota ha tenuto una condotta di volo nella quale potrebbe ravvedersi una colpa grave, ad esempio per essere uscito in volo in condizioni meteo pericolose: la compagnia pagherà il danno e non potrà eccepire in nessun caso il mancato rispetto delle regole, delle norme, della sicurezza, della manutenzione del mezzo e così via.

In una polizza a basso costo oggi proposta, invece, in tutti i casi nel quali venga infranta anche una semplice norma di sicurezza, l'assicurazione potrebbe opporsi all'indennizzo ed il pilota rimarrebbe privo di copertura. Proprio il caso del mancato rispetto delle norme di sicurezza è il caso che lascia aperte maggiori perplessità, perché in pratica, la compagnia potrebbe evitare di rispondere nella maggior parte dei sinistri. Basta porci due semplici domande:
1. se avviene un incidente, non avviene forse nella maggior parte dei casi proprio per mancato rispetto di norme di sicurezza?
2. che cosa si intende con l'espressione "norme di sicurezza"?

In una collisione in volo viene sempre e comunque infranta una norma da parte di, quanto meno, uno dei due piloti: quella della precedenza in volo. Ma, a ben vedere, quasi sempre sussiste un concorso di colpa perché le regole dell'aria applicabili a tutto il volo VFR impongono comunque ad entrambi i piloti di fare tutto il possibile per evitare la collisione. La polizza a basso costo non offre alcuna certezza di copertura assicurativa, mentre quella convenzionata FIVL si. Ugualmente dicasi per una lesione del passeggero in biposto dove, in pratica, il pilota non è responsabile di aver infranto norme di sicurezza solo quando il danno è dovuto al passeggero che con il suo comportamento avrebbe provocato il sinistro.

Del resto è banale: quando accade un qualsiasi incidente, in qualsiasi ambito, v'è sempre un responsabile. Nella maggioranza dei casi, il responsabile è tale perché infrange una legge o un regolamento, oppure guida un mezzo non in regola con le norme di sicurezza o con le istruzioni del costruttore. Raramente, inoltre, un incidente grave avviene con colpa lieve.

Vi sono poi molti casi che lascerebbero spazio ad interpretazione, quindi ad eccezioni e dunque contenziosi, con costi legali non indifferenti. Si veda ad esempio il caso di mancato rispetto delle regole di sorvolo dei centri abitati. La compagnia assicurativa potrebbe eccepire che il pilota volava sopra un centro abitato e dunque infrangeva le regole dell'aria. Ciò darebbe corso ad una serie di accertamenti costosissimi dal punto di vista legale.

In tutti i casi anzi menzionati, la polizza assicurativa convenzionata con FIVL copre il danno e lascia il pilota, o i suoi eredi in caso di morte, con un ottimo margine di tranquillità. Altre polizze, invece, non lo fanno.

Il fatto maggiormente preoccupante è l'apposizione del combinato disposto delle clausole n. 5.1 e 9 della polizza a basso costo. Con tali norme contrattuali la compagnia assicurativa, da un lato assume in proprio la gestione dei sinistri in piena libertà e dall'altro, si riserva il diritto di rivalsa verso l'assicurato per le somme pagate al terzo danneggiato qualora, "ai sensi del contratto la società stessa avrebbe avuto diritto di rifiutare o di ridurre la propria prestazione".
Che significa questa previsione contrattuale?
Significa che se la compagnia decide di pagare un danno al terzo, anche in via transattiva, ma avrebbe avuto diritto di non farlo, ad esempio perché il pilota volava con un parapendio non revisionato (non in regola con le istruzioni del costruttore), il pilota si vedrà costretto a rimborsare in proprio la somma che la compagnia assicurativa ha versato.
Si faccia il caso di un pilota che compie 300 biposti in un anno e che usi un parapendio di marca X per cui il costruttore raccomanda la revisione ogni 150 ore di volo, si faccia il caso che il pilota collide in volo con un altro pilota e che non ha fatto tutto il possibile per evitare il danno, si faccia sempre il caso che il pilota estrae l'emergenza ma che questa abbia una apertura difficoltosa. In tal caso il biposto finisce in una pianta e il passeggero subisce la frattura di una vertebra mentre il terzo con il quale si è avuta la collisione finisce a terra e rimane paraplegico.
Vari sarebbero i motivi per non pagare il sinistro: colpa grave, non essere in regola con le norme di sicurezza, non aver rispettato le istruzioni del costruttore, non avere agito nel pieno rispetto di norme e regolamenti.
Orbene, l'assicurazione, al fine di evitare contenziosi con il terzo passeggero e con il terzo pilota, potrebbe legittimamente decidere di pagare, complessivamente, una cifra pari al costo di un bell'appartamento. Una volta versata ai due danneggiati tale somma, potrebbe scrivere una bella raccomandata al pilota del biposto assicurato, agendo in rivalsa.
Sarebbe una brutta sorpresa.
Tale sorpresa sarebbe ancor più amara considerando che non c'è traccia di tutela legale nella polizza ed il pilota dovrebbe sostenere i costi processuali.

Perplessità suscita la franchigia del 20% sull'infortunio, soprattutto se raffrontata alla tabella di indennizzo. In buona sostanza se un pilota si rompesse, ad esempio, due vertebre e l'osso sacro, non riceverebbe nemmeno un euro di indennizzo, così come non sono contemplate fratture considerate "minori" di un femore, di tibia e perone, di un polso ecc..

In definitiva, prima di stipulare una polizza vi invitiamo a non guardare solo al prezzo, perché il prezzo di una assicurazione si potrebbe pagare, a posteriori, assai caro. Il prezzo giusto di una polizza è la tranquillità che essa offre. Si invitano i club a vigilare sulle polizze presenti per evitare che, in caso di collisione tra amici dello stesso club si abbia la tranquillità di essere coperti da una polizza che contempli la colpa grave e che limiti al massimo le eccezioni opponibili in caso di sinistro.

FIVL