Relazione mancato incidente (080220N0) - Rodolfo Saccani


Data: 20 Febbraio 2008, ore 14:30 circa
Località: Andrate (Torino)
Mezzo: Parapendio da competizione
Paracadute di soccorso: Metamorfosi 16 fusi
Radio: LPD


Profilo del pilota:

Pilota particolarmente esperto.

Condizioni meteo:
Giornata instabile, buona attività termica (+4,+5 m/sec)

Dinamica:
La dinamica è stata accuratamente descritta dal pilota:

"Decollo Cavallaria, scarse condizioni con base poco sopra il decollo (1430 m. slm), decido di andare immediatamente ad Andrate. termino il traversone ed entro direttamente in termica davanti al decollo di Andrate, nel frattempo continuo ad accendere e spegnere lo strumento integrato che fa le bizze, ogni volta tento di variargli il settaggio. Vedo due piloti, uno sta decollando l'altro è appena decollato. la termica è forte e abbastanza liscia ma scarroccia verso il paese di Andrate, sono a quasi 1200 m. slm (sempre smanettando sullo strumento con la destra) quando mi lascio sorprendere (vergogna!) da una quasi frontale: 4 o 5 cassoni sono rimasti aperti. Agguanto il comando destro e cerco di reagire, ma sono in ritardo: non ho seguito con il peso la vela. Twist immediato e violento, la vela continua a girare e faccio almento una quindicina di giri. Estraggo l'emergenza ma attendo a lanciarla perchè finirei dentro il paese di Andrate, inoltre ho ancora abbastanza quota e vedo che la parte aperta di vela e il vento mi scarrocciano... Vediamo un pò se mi portano su un bosco, spero. Dopo un pò smetto di girare sotto la vela e arrampicandomi sulle bretelle e con le dita riesco a darmi lo slancio per "srotolarmi", l'inizio è molto lento ma poi prendo man mano velocità e comincio a girare velocemente. Purtroppo la fortuna è cieca ma la sfiga ha una mira... in mezzo a tutti i boschi c'è una grossa linea di alta tensione (credo un 280.000) proprio lì sto rapidamente andando a finire. Lancio o non lancio, questo è il dilemma, non so se riuscirò a srotolarmi in tempo: sto girando veloce ma devo ancora fare parecchi giri, inoltre la zona che sorvolo non è il massimo essendo case sparse muretti e piccole linee... decido di cercare di riprendere la vela, mi posiziono l'emergenza sollo stomaco contro il portastrumenti e mi preparo a divaricare bene le bretelle per non prendere un twist dall'altra parte. Le bretelle finalmente si aprono, sono a 20 metri dalla grossa linea elettrica, apro bene le braccia, grande scrollone e ho di nuovo il comando della vela, per quasi due secondi, poi l'emergenza mi scivola dietro e si apre... Non avevo ancora fatto in tempo a riaprire bene la vela che, frenata dall'emergenza, va avanti e ruota velocemente, sto passando di fianco al 280.000, sotto di me vedo una linea a tre cavi da 15.000, non ho più tempo per recuperare la vela e per fare quasi nulla, sono già a livello degli alberi, con i freni tento di rallentare il giro che mi imprime la vela. In parte ci riesco e, dopo aver sfiorato anche il 15.000 impatto il terreno in un modo relativamente morbido."
 

Esito:
Dal racconto del pilota:

"Mi alzo e verifico di non aver subito nessun danno, tento di comunicare con uno dei due piloti ma il telefono non funziona tento anche di mettermi in contatto con il 118 per annullare qualsiasi chiamata gli sia arrivata.
Purtroppo riesco solo a mandare un messaggio all'altro pilota dicendogli che non ho necessità di aiuto.
Raccolgo tutte le mie cose (compresa la maniglia e la sacca di lancio) ripiego il tutto e mi avvio a piedi verso Andrate dove decollo per raggiungere senza problemi la mia vettura in Cavallaria."

Considerazioni:
Si riportano le considerazioni dello stesso pilota:

"Sin qua le asinate mie, ora spendo due parole per i soccorsi perchè può essere utile anche quello.
Dei due piloti in volo uno non mi ha inspiegabilmente visto ed ha proseguito il suo volo.
L'altro pilota pur essendo in posizione più svantaggiata mi ha visto ed ha seguito quasi tutta la scena: non ha visto solo l'impatto perchè era troppo basso.
Le radio che usiamo non funzionano praticamente mai se non siamo in linea ottica.
Il pilota è sceso (in una giornata dove era facilissimo salire) in atterraggio per portarmi aiuto, se fosse appena salito mi avrebbe visto che mi sbracciavo per segnalargli il "tutto bene" e avrebbe potuto proseguire tranquillamente il volo (con il suo amico).
Se io avessi avuto dei guai seri, a tre o quattrocento metri da me c'era un enorme atterraggio (la Peschiera di Andrate) dove poteva atterrare chiunque e arrivare a piedi da me in due minuti.
Il risultato è stato che il pilota è atterrato molto distante da me, senza sapere esattamente dove cercarmi e senza sapere se avevo bisogno di aiuto o no, se chiamare il 118 o no, senza avere nessuna possibilità di sentirmi per radio e non riuscendo a comunicare con me per telefono (se non molto più tardi).
Intendiamoci lo ringrazio molto per la buona intenzione, ma, per il futuro, per poter portare soccorso a qualcuno bisognerebbe sapere esattamente:
1) se ce n'è bisogno,
2) dove portare il soccorso,
3) se è meglio allertare anche il 118 od altri soccorsi.
Eventualmete, se ce n'è la necessità, la possibilità e si può fare in sicurezza, atterrare il più vicino possibile all'infortunato.
Penso che parte della cultura della sicurezza sia anche portare correttamente gli aiuti o, verificare che non ce n'è bisogno e non rischiare inutili e pericolosi top.
Se l'incidentato non ha bisogno di aiuto è meglio proseguire il volo per il quale si era partiti."

Concludendo:
- Le radio LPD si confermano dispositivi inadeguati alle esigenze di sicurezza del volo libero. La radio è uno strumento di sicurezza estremamente importante. La Commissione Sicurezza FIVL sta lavorando per ottenere una frequenza VHF per supportare le esigenze di sicurezza dei piloti.
- Come chiaramente sottolineato dal pilota, in caso di emergenza è indispensabile:
  1) Osservare e verificare le condizioni del pilota a terra. Se non è possibile comunicare in altro modo, il pilota a terra deve segnalare, muovendosi e/o raccogliendo/spostando l'attrezzatura, che sta bene. Nel caso questo non avvenga, il pilota in volo deve assumere che ci siano problemi ed attivare i soccorsi.
  2) E' fondamentale identificare con la maggiore precisione possibile la posizione del pilota a terra. Questo può fare la differenza accelerando enormemente l'intervento di soccorso. Prendere il punto gps è la scelta migliore, il alternativa è consigliabile osservare attentamente la zona e prendere dei punti di riferimento per circoscrivere l'area di ricerca. Continuare a sorvolare in cerchio il punto è anche un buon metodo per segnalare la posizione.
  3) Dopo aver attivato i soccorsi il pilota in volo può provare a prestare personalmente soccorso, solo ed esclusivamente nel caso questo possa essere effettuato in sicurezza. Prestare personalmente soccorso senza aver avvisato nessuno è pericoloso.


Rodolfo Saccani

Commissione Sicurezza FIVL
Tel: 3355844936
e-mail: sicurezza@fivl.it