Relazione incidente grave (060403G0) - Rodolfo Saccani


Data:
3 Aprile 2006
Località: Monte Ripoli, Tivoli (RM)
Mezzo: Parapendio ONIX 26 Gradient del 2001, revisione completa effettuata a Novembre 2005
Imbrago: UP con emergenza dorsale
Casco: di tipo integrale



Profilo del pilota:

Età 46, sesso maschile. attestato conseguito a dicembre 2004, esperienza basico-iniziale. Non ha seguito corsi avanzati.

Condizioni meteo:
Venti moderati da nord-ovest, assenza di copertura.

Dinamica:
Dal racconto del pilota: "Erano circa le 15 e, da solo, decido di andare in decollo in una assolata giornata di inizio Aprile sperando in un cross a monte Gennaro. C'era poco vento da NW, in genere lì si decolla con vento da S-SW. Quindi parto con una corsa leggermente in diagonale per mantenermi controvento, ancora in corsa ricevo una fortissima spinta verso l'alto che mi solleva a circa 10-15 metri dal suolo, va detto che sentendo lo strappo all'inizio mi sono aggrappato ai freni che ho poi rilasciato, controllando la vela ho visto la semiala sinistra chiusa che non accennava a riaprirsi, poiché non avevo mai avuto questo tipo di problema ho perso tempo nel cercare di ricordare la procedura, mi ricordavo che dovevo agire sul comando della semiala chiusa che naturalmente era completamente lasso. Nel frattempo
si è innescata una rotazione che ha sgonfiato la vela e sono finito su una bella roccia, tutto questo in un tempo brevissimo."

Esito:
Frattura bifocale esposta femore dx, frattura collo femore dx, frattura bifocale tibia sinx, frattura frammentata perone sinx, frattura astragalo dx, frattura frammentata radio dx, slogatura polso dx.
Dal racconto del pilota."Ho recuperato il cellulare (integro) e chiamato i soccorsi che sono stati tempestivi. Le considerazioni le lascio agli esperti. La protezione anteriore del casco mi ha salvato letteralmente la vita essendo impossibile comunicare una posizione senza denti.

Un’altra cosa che mi è rimasta impressa è stata la zoomata del pianeta che si avvicinava implacabilmente, in quel momento non pensavo più a niente.
Dopo c’è stato solo dolore e morfina ma anche la sincera solidarietà dei piloti della scuola.
Le conseguenze fisiche attuali (Aprile 2008) sono che zoppico e che non mi riesco a mettere i calzini, anzi se c’è qualche volontario…"


Considerazioni:
Il giorno dell'incidente era presente un vento moderato da nord-ovest, tale direzione sconsiglia il volo di Tivoli esposto a sud-ovest, l'intensità era veramente considerevole là dove il vento arrivava pulito. Sul decollo presumibilmente l'intensità era attenuata dal fatto che questo provenisse completamente da destra.
E' un errore di concetto tentare un volo di cross da Tivoli verso il M.te Gennaro con vento da nord-ovest essendo il tragitto controvento e presuppone l'attraversamento di sottvento importanti.
Il pilota si reca da solo in decollo senza assistenza di nessun genere. La sua esperienza è modesta. Avendo perso alcune giornate buone per il volo è molto motivato.
Dalle parole del pilota stesso: "Sono andato in decollo con una zavorra di numerose frustrazioni, la gran parte di carattere personale, e anche perché non avevo volato i giorni precedenti. Ero arrabbiato. E questo ha senz’altro compromesso i criteri di valutazione tecnica, penso che se fossi stato più umile… ma la vita insegna."
E' così deciso da prendere l'autobus, arrivare a Tivoli e poi a piedi fino al decollo, non si preoccupa di essere solo. Decide di decollare ma la condizione proibitiva evoca una chiusura asimmetrica dell'ala. La chiusura coglie impreparato il pilota che non ha ancora acquisito gli automatismi per la gestione di configurazioni inusuali. Perde tempo a riflettere su come reagire.
La chiusura evoca comunque una reazione sbagliata del pilota: è infatti un grave errore tentare di intervenire col comando dalla parte della chiusura, tale operazione comporta una accentuazione della rotazione dal lato chiuso che inevitabilmente avviene con successivo impatto.
Sul decollo il segnale dei telefonini non c'è ma nel punto in cui il pilota impatta il suolo fortunatamente c'è segnale e il telefonino nell'impatto non si rompe.

Raccomandazioni:
E' sempre preferibile volare con l'assistenza dei compagni.
Esaminare sempre le previsioni meteorologiche specifiche per il volo libero.
Il volo libero richiede lucidità ed una valutazione serena e obiettiva della situazione meteorologica e aerologica, nonchè delle proprie capacità e del proprio livello di preparazione. Astenersi dal volo qualora non ci siano queste condizioni.
Non affrontare voli di cross senza prima avere un perfetto controllo dell'ala e senza aver preventivamente effettuato un addestramento specifico per la gestione degli assetti inusuali. Questi sono requisiti indispensabili per affrontare qualsiasi volo con condizioni di veleggiamento termico importante.
Posizionare gli strumenti di comunicazione (radio, telefono) in luoghi riparati dagli urti e facilmente accessibili.

Fonti:
La descrizione della situazione meteorologica fornita dal pilota è stata confermata da altre fonti.




Rodolfo Saccani
Commissione Sicurezza FIVL

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