Avviso di sicurezza (110418A0): Cordini Liros DC e PPSL

Ancora un avviso sui cordini liros dc e ppsl?

In effetti questo è il nostro quarto avviso su questi cordini. Abbiamo emesso un avviso l'anno dal 2008 ad oggi.

 

Molti piloti in possesso di mezzi con questi cordini non hanno effettuato alcun controllo nella errata convinzione che i loro mezzi, in quanto non oggetto di un avviso di sicurezza specifico per quel modello di quella marca, non abbiano problemi. Molti non hanno effettuato neanche i controlli di revisione periodica prescritti dal manuale.

Questo continua a causare inconvenienti ed incidenti che ci spingono a tornare nuovamente sull'argomento. Lo facciamo in modo estensivo nella speranza di non dover emettere altri avvisi su questo argomento.

E' noto che i cordini in dyneema sono soggetti ad allungamento o accorciamento nel tempo. Fin qui niente di nuovo, è una caratteristica di questo materiale. Altri materiali (come il kevlar) sono meno soggetti a modifiche della lunghezza ma hanno altre controindicazioni, ad esempio tendono ad indebolirsi più velocemente di quelli in dyneema. Ogni materiale ha i suoi pro e i suoi contro, questo è il motivo per cui è necessario sottoporre i mezzi alla revisione periodica. In condizioni normali non ci sono problemi di sicurezza fintanto che si rispettano gli intervalli di revisione periodica.

Nei cordini Liros DC e PPSL però questa tendenza all'accorciamento è particolarmente esasperata: si verificano casi di accorciamenti veramente importanti e preoccupanti e in tempi molto brevi, fino al 2,5% della lunghezza totale del cordino in pochi mesi. Parliamo quindi di molti centimetri. Per questi cordini non è sufficiente l'intervallo di revisione standard di 2 anni o 100 ore di volo.

Gli accorciamenti possono modificare in modo radicale il comportamento in volo di un'ala, soprattutto le reazioni alle configurazioni inusuali. Questo è il motivo per cui alcuni produttori, come UP e GIN GLIDERS, hanno emesso avvisi di sicurezza per i loro modelli e hanno sostituito migliaia di fasci funicolari in garanzia. Anche la FIVL ha emesso avvisi di sicurezza per questo problema.

E' bene soffermarci un momento su questo aspetto degli avvisi di sicurezza emessi dai produttori perché per molti piloti questi avvisi rappresentano un demerito mentre, al contrario, denotano una meritevole attenzione alla sicurezza dei propri clienti. E' importante che i piloti prendano coscienza dell'importanza di questo impegno dei produttori e non considerino negativamente i produttori che emettono avvisi di sicurezza perché questo finisce paradossalmente per penalizzare chi è più attento alla sicurezza dei piloti.

Il corretto atteggiamento che vogliamo incoraggiare è quello di valutare positivamente questi avvisi di sicurezza a maggior ragione quando, come in questo caso, i produttori si fanno carico di un onere economico molto grande sostituendo gratuitamente i fasci funicolari.

Proprio per fare un buon servizio alla sicurezza ringraziamo pubblicamente UP e GIN GLIDERS per il coraggio e l'impegno nell'affrontare questo problema.

Il fatto che siano stati emessi avvisi di sicurezza solo per mezzi di due marche però non siginifica che altri modelli che utilizzano lo stesso materiale non siano soggetti allo stesso problema. Il problema, è dimostrato, è nel materiale e gli accorciamenti avvengono indipendentemente dal modello di vela su cui i cordini sono montati. Quello che può cambiare è l'effetto di questi accorciamenti sul comportamento generale del mezzo, che dipende dalla quantità di cordino di quel tipo utilizzato, dalla sua distribuzione e da altri parametri di progetto. Bisogna però osservare che, per l'entità degli accorciamenti che si rilevano, è estremamente facile eccedere, e di molto, i limiti di tolleranza che la certificazione fissa in 1 cm sulla lunghezza totale di ogni linea.

Questo è il motivo per cui nei precedenti avvisi di sicurezza su questo argomento abbiamo invitato tutti i proprietari di mezzi che utilizzano questi cordini, nessuno escluso, ad effettuare un controllo dell'assetto del mezzo prima di volarlo.

Non è ancora chiaro quali siano le condizioni di utilizzo e conservazione che più favoriscono questi accorciamenti nè il perché si registrino differenze di accorciamento tra fascio e fascio, quello che è chiaro è che non si può assumere che il proprio mezzo sia in buono stato perché viene conservato con cura oppure perchè l'usura è bassa oppure perché lo si vola abitualmente e quindi i cordini vengono periodicamente "stirati". Abbiamo registrato accorciamenti molto importanti su mezzi che non hanno volato per lunghi periodi ma anche su mezzi che erano utilizzati frequentemente. L'unico modo per essere certi dello stato del proprio mezzo è quello di effettuare una misura del fascio funicolare.

La misura, è bene ricordarlo, va eseguita in modo professionale. Non vogliamo sconsigliare il "fai da te" ma è bene sapere che la misura dell'assetto di un parapendio è assai meno banale di quello che sembra, non è difficile commettere errori nella misura nè è facile interpretare correttamente i risultati del stessa, a volte non è facile capire quali sono le misure di riferimento e tantomeno è facile trarre conclusioni sulla sicurezza o meno di un fascio la cui misura si discosta, di poco o di molto, da quella di riferimento. Il consiglio è di effettuare la misura in proprio solo se si ha già una discreta esperienza in materia, in caso contraro è bene affidarsi ad un laboratorio specializzato.

"La mia vela vola bene, non noto nulla di anormale". Questa è una affermazione che si sente ripetere spesso.

Queste modifiche della lunghezza del fascio avvengono gradualmente nel tempo. L'assetto si modifica in modo impercettibile da un volo al successivo e queste modifiche impercettibili si sommano nel tempo. Non c'è un momento in cui il mezzo cambia improvvisamente assetto ed è quindi molto facile che un pilota che vola abitualmente non noti cambiamenti e si abitui lui stesso in modo graduale e progressivo ad un mezzo che cambia nel tempo. Spesso i piloti notano una grande differenza (in modo positivo) dopo un intervento di revisione che rimette il mezzo in assetto e si stupiscono di non essersi accorti del cambiamento.

I cordini come abbiamo detto si accorciano anche se inutilizzati, quindi è possibile che al primo volo dopo un lungo periodo di pausa (come può capitare nel periodo invernale) ci si trovi a volare un mezzo con un assetto molto diverso rispetto alla stagione precedente. In questi casi è altrettanto difficle che il pilota, arrugginito dalla pausa invernale, noti alcuna differenza.

La differenza si nota purtroppo quando si verifica un assetto inusuale. Assetti inusuali come chiusure asimmetriche o frontali che in condizioni normali si risolverebbero senza grossi problemi, in presenza di un assetto compromesso dall'accorciamento dei cordini si tramutano facilmente in cascate irreversibili di assetti inusuali. Il mezzo semplicemente non è più in grado di riprendere il volo.

Ecco quindi che, dopo questo ulteriore approfondimento, reiteriamo l'avviso di sicurezza:

Tutti i proprietari di ali da parapendio con cordini Liros delle serie DC e PPSL devono eseguire una verifica della lunghezza del proprio fascio funicolare, la misura deve essere ripetuta periodicamente ad intervalli di almeno un anno indipendentemente dal numero di ore volate. Il laboratorio potrà consigliare verifiche più frequenti in funzione dell'entità dell'accorciamento e del tempo nel quale tale accorciamento si è verificato. E' opportuno esegure una misurazione anche dopo intervalli di inattività superiori a due mesi.

Rodolfo Saccani
Commissione Sicurezza FIVL