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Relazione incidente grave (070714G0) - Rodolfo Saccani


Data: 14 luglio 2007
Località: Grigna meridionale (Grignetta), nei pressi di Lecco
Vela: Ozone Vibe (DHV 1-2) taglia MS del 2002 revisionato da un anno
Imbrago: Woody Valley Express del 2002
Casco: Da alpinismo
Paracadute di soccorso: Di tipo manuale


 



Profilo del pilota:
Attestato conseguito nel 2002, circa 300 ore di volo l'anno negli ultimi due anni, circa 50 ore l'anno nei tre anni precedenti

Condizioni meteo:
Giornata stabile, una inversione termica rende difficile fare quota. Qualche bolla riesce a bucare lo strato di inversione. Turbolenza nella norma per l'area di volo. Nessuno dei piloti presenti nell'area ha confermato l'ipotesi di presenza di vento dai quadranti settentrionali. Il radiosondaggio effettuato a Milano Linate alle ore 12UTC (ore 14 ora locale) conferma il quadro descritto dai piloti.

Dinamica:
La vela subisce una chiusura frontale pronunciata seguita da un abbattimento della vela all'indietro (il pilota viene visto andare "a gambe all'aria"), quando il pilota torna sotto la vela la stessa lo supera fino a raggiungere quasi la linea dell'orizzonte, subisce una ulteriore chiusura che si riapre in modo asimmetrico (il pilota ipotizza un incravattamento della semiala), dopo una rotazione di un giro e mezzo il pilota impatta le rocce.
Il lancio del paracadute di emergenza avviene ad un paio di metri da terra, il fascio si distende ma il paracadute non ha il tempo di aprirsi.
Dopo l'impatto la posizione del pilota è precaria: è appeso alle rocce per due cordini.
Al momento dell'incidente ci sono altri piloti in volo nell'area, uno di questi è dotato di radio VHF ed è in contatto con il decollo di Valcava, riesce tempestivamente ad attivare la chiamata verso l'elisoccorso.
Un altro pilota fa qualche passaggio vicino all'infortunato che, dopo un movimento iniziale, resta immobile e non risponde ai richiami. Il pilota (di provata esperienza, campione di parapendio e guida alpina) tenta due volte di atterrare nei pressi del pilota infortunato ma l'area non consente un atterraggio in sicurezza, si sposta quindi 100 metri più in basso presso un gruppo di escursionisti chiedendo di chiamare i soccorsi via telefono cellulare, successivamente trova un'area più idonea per atterrare e si incammina verso il ferito per metterlo in sicurezza con l'aiuto di una escursionista.
Nel frattempo il pilota infortunato raggiunge il proprio telefono cellulare nel tentativo di chiamare i soccorsi ma non ci riesce per l'assenza di campo.
Altri due piloti nell'intento di prestare soccorso atterrano nell'area la cui morfologia rende il ?top landing? estremamente difficile: almeno in uno dei due casi si sfiora un incidente.

Esito:
Il pilota impatta con il lato sinistro contro le rocce. Riporta una frattura esposta e scomposta dell'omero sinistro, un trauma cranico-facciale con fratture, la frattura del tallone destro, la frattura di un metatarso del piede sinistro.
Subirà un intervento per ricomporre l'omero con fissatore esterno e sarà dimesso dopo 10 giorni di ricovero. Prognosi ancora incerta: indicativamente altri 90 giorni.

Considerazioni finali:
La chiusura frontale iniziale è attribuita da parte del pilota alla turbolenza generata dal distaccamento di una bolla di aria calda. Il pilota ritiene che la propria vela abbia sempre mostrato la tendenza a reagire in modo piuttosto violento. E' anche ipotizzabile che sia mancato il controllo dell'asse di beccheggio per smorzare la violenta picchiata in avanti.

E' sempre importante mantenere quote di sicurezza che consentano sufficienti margini di gestione per il recupero da assetti inusuali o per il lancio del paracadute di soccorso.

In questo caso la radio VHF si è dimostrata decisiva per un tempestivo soccorso. Le radio LPD e PMR per i noti limiti di potenza di trasmissione e affollamento delle frequenze si confermano come dispositivi inaffidabili ai fini della sicurezza. La copertura della rete di telefonia cellulare non è affatto garantita nelle aree di montagna interessate dall'attività di volo libero. Ricordiamo che l'utilizzo della radio VHF, seppur diffuso, è a tutt'oggi illegale nel nostro paese. In altri paesi (come la vicina Francia, che in tema di radio ha una legislazione analoga a quella italiana) la radio VHF è stata riconosciuta come dispositivo di sicurezza, il suo utilizzo in volo è consentito ed è stata riservata una frequenza specifica per il volo libero.

L'adozione di un casco integrale dotato di mentoniera in questo caso avrebbe probabilmente evitato il trauma cranico-facciale e le relative fratture.

Quando si assiste ad un incidente la preoccupazione principale deve essere quella di attivare tempestivamente i soccorsi. Cercare di prestare personalmente soccorso assumendosi rischi legati al top landing in aree inadatte può portare ad ulteriori incidenti che oltre ad incrementare il numero di infortunati complicano e rallentano le operazioni di soccorso. Dopo aver attivato i soccorsi è importante sgombrare l'area per non ostacolare l'elisoccorso.

Tutti i piloti sono invitati a considerare la radio come un vero e proprio ausilio alla sicurezza, al pari degli altri dispositivi di sicurezza (protezioni dorsali, paracadute di soccorso, casco). La radio dovrebbe essere sempre portata in volo e tenuta accesa su una frequenza comune concordata con il proprio club. L'ottenimento di una frequenza VHF assegnata alle attività di volo libero è uno degli obiettivi di questa commissione.

Fonti:
Le condizioni meteorologiche sono state riportate dai piloti in volo nell'area al momento dell'incidente, le testimonianze dei piloti (incluso il pilota che ha subito l'incidente) sono coerenti tra loro e con il radiosondaggio effettuato alle ore 12UTC da Milano Linate.
La dinamica dell'incidente è stata descritta accuratamente da un pilota che ha assistito a tutte le fasi dell'incidente, la descrizione è stata confermata dal pilota infortunato.
 
 
Image
Radiosondaggio eseguito a Milano Linate il 14 Luglio 2007 alle ore 12UTC (ore 14 ora locale)



Rodolfo Saccani
Commissione Sicurezza FIVL
Tel: 3355844936
e-mail: sicurezza@fivl.it
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