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Regina dei cieli: L'Italia domina i Mondiali di deltaplano ad Ager, oro a squadre e argento singolo di Marco Laurenzi

Testo di Isabelle Lavazza

Un’impresa sportiva e umana


Da sedici anni, gli atleti italiani del deltaplano (Classe 1) conoscono solo il sapore della vittoria, un risultato che si ripete ininterrottamente dal 2009. Questa volta, nei cieli di Ager, tra le montagne della Catalogna, gli azzurri hanno battuto avversari di grande livello come australiani e britannici, portando a casa due medaglie importanti: l’oro a squadre e l’argento individuale.

La squadra è composta da piloti di grande esperienza e talento, tra cui Alex Ploner, Christian Ciech, Davide Guiducci, Juri Bressanello, Manuel Revelli e Marco Laurenzi. Tra loro, alcuni sono veterani con sei o tre titoli mondiali all’attivo, mentre altri sono giovani promettenti pronti a raccogliere il testimone.

La loro forza? Un mix perfetto di esperienza, talento e, soprattutto, una coesione che il mondo ci invidia.

Ma non è tutto: nella gara individuale, il nostro pilota Marco Laurenzi ha ottenuto un fantastico argento, battuto di pochissimi punti dal ceco Benes.

In esclusiva per noi, ci racconta il suo approccio alla competizione e quali sono le scelte che lo hanno portato a questo meraviglioso risultato:

'' Sono arrivato ai mondiali senza particolari aspettative, ho cercato di fare il meglio in maniera conservativa. Ho tenuto questo approccio per due motivi: il primo sicuramente dettato dall'esperienza. Nei pre-mondiali a cui ho partecipato l'anno scorso (sempre ad Ager), ho avuto modo di capire che il territorio spagnolo è abbastanza tecnico e ha delle condizioni decisamente variabili, caratterizzate da forti brezze e venti modesti, che rendono l'esperienza del volo abbastanza imprevedibile. L'obiettivo principale era quello di evitare il fuoricampo e chiudere le task ogni volta. Il secondo motivo nasce dall'impossibilità di disputare le gare del 2025 che mi ero prefissato in calendario. Questo ha fatto sì che arrivassi ''a secco'' a questa competizione, quindi ho preferito scegliere una strategia ponderata, portando a casa il meglio di volta in volta senza strafare.''

Gli chiediamo quindi quale fossero le criticità e le sfide più grandi affrontate durante la competizione:

''Sicuramente una delle cose più difficili è stato cercare di mantenere la prima posizione. Il secondo giorno di gara ero già al primo posto (dopo quindi due task). Sono rimasto in testa alla competizione fino all'ultimo giorno, quando purtroppo ho fatto un errore tecnico. Con il senno di poi posso dire che sono rimasto troppo conservativo anche quando forse avrei dovuto marcare il mio avversario... questo piccolo errore non mi ha consentito di mantenere una dinamica di volo efficacie. Questo gap accumulato, mi ha portato al goal con 6 minuti di distacco dall'avversario in prima posizione.''

Il ghiaccio lo abbiamo rotto! Puoi raccontarci qualche momento memorabile o emozionante vissuto a questi Mondiali?

''Beh, sicuramente il momento della premiazione è quello che più ti rimane...ci sono poi tante dinamiche in volo che ti segnano e che rimangono impresse nella mente, ma quelle le definisco ''consuetudini di volo'', possono essere sperimentate anche durante voli liberi, senza un contesto agonistico. Ma un momento che è sempre memorabile e che si trova solo in ambiente competitivo, è il momento della premiazione. Trovarsi sul podio in squadra o in individuale è un qualcosa che ti rimane dentro e ti rimane per sempre. Un momento in cui la tensione finalmente cala e lascia spazio ad emozioni di felicità, di gioia, di condivisione con la propria squadra. Il coronamento di tanti sforzi e di tante giornate dure, non ha prezzo.

Quali sono le caratteristiche che ti hanno permesso di arrivare così vicino all'oro individuale?

''Come dicevo prima, la consapevolezza del territorio e delle condizioni mi hanno portato all'assunzione di un approccio tecnico di volo ragionato, razionale. Evitando di prendermi grossi rischi i primi giorni e valorizzando la costanza e la regolarità sull'intera competizione. Questo atteggiamento su una gara lunga porta sicuramente i suoi vantaggi, e ancor più in un territorio così complesso, con venti che possono andare a ribaltare completamente la gara da un momento all'altro. Credo che questi siano i motivi che mi hanno permesso di avvicinarmi così tanto alla vittoria. Ciò che invece purtroppo non mi ha permesso di arrivare in goal per primo è sicuramente un fattore di tensione, ho sentito lo stress soprattutto durante l'ultimo giorno. Mantenere la pole position per tutta la gara ha un grande peso emotivo, la pressione si fa sentire giorno dopo giorno, le aspettative si alzano e a volte le emozioni ti giocano brutti scherzi. È facile perdere la lucidità durante le ultime task. Questo sicuramente ha influenzato il mio volo, facendomi perdere quel ''flow'' di tranquillità che mi permette di volare più intuitivamente e con più efficienza.''

Come ti prepari mentalmente e fisicamente per una competizione di questa portata?

''Sicuramente la preparazione mentale è importantissima, più della preparazione fisica. L'esempio più lampante è il fatto che quest'anno appunto, non potendo partecipare alle gare che mi ero prefissato - causa brutto tempo- mi sono presentato ai mondiali senza un'allenamento in gara. Ho cercato di prepararmi a casa con dei voli di cross country, ho cercato inoltre di prepararmi mentalmente facendo una specie di ''raccolta dati'' analizzando il premondiale, che sicuramente mi è servito a fare esperienza in un posto complesso. Questa ''collezione'' di informazioni e considerazioni mi ha permesso di arrivare a questa gara così importante con la giusta mentalità.''

Quali sono i tuoi obiettivi futuri nel mondo del deltaplano e cosa ti aspetti di raggiungere o migliorare per i prossimi eventi?

''Tra i miei obiettivi futuri c'è il sogno di sempre: da quando ho iniziato a volare sono cresciuto guardando dal basso verso l'alto i campioni del volo libero, per me erano dei miti inarrivabili. Senza tanto nascondermi dietro a un dito, posso tranquillamente svelare che tra i miei obiettivi c'è l'oro individuale. Lo dico con estrema razionalità e con la consapevolezza che è un'ambizione difficile su cui bisogna lavorare per poterla raggiungere... i recenti risultati però fanno ben sperare, riconfermando il mio titolo di vice campione del mondo. Ho cercato di volare bene e sono riuscito sempre a piazzarmi nei primi 10 posti in classifica delle singole task, questo per me è già un bel traguardo che non mi era mai capitato. La qualità della performance è in crescita, inoltre sono riuscito a portare tutti i giorni punteggio alla mia squadra. Con un pizzico di speranza e questi segnali di crescita personale, spero di poter ambire al gradino più alto del podio individuale, che sogno da sempre.''

Conclusa questa intervista è facile intuire subito di trovarsi davanti a un atleta motivato, preparato, costante: non di certo un fuoriclasse, ma diversamente un pilota con la testa ben salda sulle spalle, e allo stesso tempo fra le nuvole. Speriamo di vederlo realizzare presto il suo sogno, e così il nostro insieme al suo!

E a proposito di realizzazioni, abbiamo avuto la fortuna di intervistare anche il Team Leader di questi azzurri strepitosi: il coordinatore tecnico Flavio Tebaldi.

Con ormai 8 campionati del Mondo sulle spalle, continua a guidare la squadra in maniera eccelsa verso risultati memorabili.

'' La tattica che viene adottata da ogni singolo pilota è di vedere i propri compagni di squadra sempre come membri del proprio team e mai come avversari individuali, almeno fino agli ultimi giorni di competizione. In via prioritaria si va a lavorare sul risultato di squadra, poi si cerca di portare a casa anche il risultato individuale. Di massima la strategia è sempre questa: si vola sempre prima per la squadra e poi per l'individualità verso la fine. Con l'esperienza da cui possiamo attingere, abbiamo poco da imparare di nuovo rispetto a ciò che abbiamo dato negli anni precedenti. Ovviamente continueremo così, continueremo a confermare i componenti vincenti della squadra, cambiandone al massimo solo uno, basandoci sui risultati e cercando di mantenere il nostro modo di volare ed il nostro modo di essere team, che visti i risultati ottenuti fino ad ora, si conferma uno schema vincente.''

C'è un ricordo particolare di questa gara che ti resterà nel cuore?

'' Purtroppo devo dire che i due gravi incidenti accaduti durante la competizione hanno segnato l'umore di un pò tutti i componenti della squadra. Non credo che ricorderò volentieri questo mondiale come gli altri 7 passati''.

La prossima sfida?

'' La prossima sfida saranno i Campionati Europei che si svolgeranno a Gemona del Friuli, organizzato dall'AeroClub Lega Piloti, previsto per giugno/luglio. Cercheremo di confermare l'ennesima vittoria consecutiva nel campionato continentale a livello europeo. Tenteremo di portare a casa la sesta vittoria consecutiva sul titolo Europeo.''

Ma questa squadra non si ferma alle vittorie sportive. Durante il campionato, si sono distinti anche per un gesto umanitario che ha commosso tutti. In uno degli incidenti avvenuti ad Ager, un pilota inglese, Stephen Penfold, ha riportato gravi traumi che lo hanno portato al coma. I nostri azzurri, insieme ai compagni di squadra della Classe 5, hanno atteso con pazienza e determinazione il momento giusto per recuperare il deltaplano rimasto tra le falesie, camminando per ore sotto pioggia e grandine, portandolo a valle. Un gesto potente, che dimostra come il cuore di questi atleti vada oltre il semplice sport: sono uomini e amici, pronti a mettere in gioco tutto per un compagno in difficoltà.

Come dice Christian Ciech, uno dei pilastri veterani della squadra: “Il deltaplano è il mezzo che più si avvicina al volo degli uccelli. Noi sfruttiamo le correnti, ma anche il nostro cuore, per volare e aiutare gli altri.”

 Che altro aggiungere se non che ci troviamo davanti a un archetipo che pochi atleti possono vantare, il cuore ci si riempie di orgoglio e facciamo i migliori auguri ai nostri azzurri, che ogni giorno con tanta dedizione e costanza lavorano per rendere ciò che è già fenomenale, ancora più irraggiungibile. BRAVI!

 

 

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