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Casistica incidenti: 312 schede sul sito fivl

Per anni le segnalazioni di incidente le abbiamo lette in pochissimi. Chi compilava la scheda la mandava e da lì in poi non vedeva più niente.

Da oggi quell'archivio è aperto: 312 eventi segnalati dai piloti italiani dal 2012 a oggi, con dinamica, meteo, attrezzatura, fase di volo ed esito per il pilota.

👉 https://www.fivl.it/sicurezza/casistica

Le schede sono anonime. Nessun nome, e il racconto scritto da chi ha segnalato resta fuori: si pubblicano i fatti utili a chi legge, cioè come è cominciata, in che condizioni, con che attrezzatura e come è finita. Si filtra per esito, mezzo, fase di volo e anno, e la pagina si aggiorna da sola più volte al giorno, quindi una segnalazione compare nel giro di poche ore.

Poi c'è la parte interessante, cioè cosa viene fuori incrociando i campi. Ve ne racconto tre pezzi.

1. Gli eventi finiti bene e quelli finiti male cominciano allo stesso modo.

Fra le 175 schede con esito incolume o lieve la chiusura asimmetrica compare nel 38% di quelle che descrivono il comportamento dell'ala. Fra le 123 con esito grave o mortale, nel 36%. Stessa sovrapposizione per stalli, negativi, chiusure frontali, cause dichiarate e turbolenza. Le due popolazioni sono la stessa popolazione.

A separarle sono due cose che vengono dopo la dinamica. La prima è la quota a cui comincia il guaio: fra le 151 schede che la riportano, gli eventi innescati sotto i 50 metri finiscono con lesioni gravi o mortali nel 60% dei casi, quelli sopra i 50 metri nel 30%. La seconda è cosa c'è sotto: nei 56 impatti sugli alberi ci sono 48 piloti incolumi, 4 con lesioni lievi, 4 con lesioni gravi e nessun morto; nei 68 impatti in campo, pianura o valle ci sono 28 feriti gravi e 2 morti; nei 14 top landing ci sono 9 feriti gravi.

È qui che sta il motivo per cui vi chiedo di segnalare anche l'episodio finito con una camminata a piedi. Un albero al posto di una roccia è una circostanza. La sequenza che ci porta lì è la stessa, e i casi finiti bene sono molti di più, quindi sono quelli che ci permettono di riconoscere una dinamica ricorrente e lavorarci prima che tocchi a qualcuno cinquanta metri più in là. Il caso grave arriva quando il materiale per capirlo è già passato sotto il naso a tutti, sotto forma di spaventi raccontati al bar.

2. Il paracadute di emergenza si vede nei numeri.

Il confronto onesto va fatto a parità di quota, perché si lancia solo se c'è. Prendendo i soli eventi innescati sopra i 50 metri: chi ha lanciato ha riportato lesioni gravi nel 13% dei casi (4 su 30), chi non ha lanciato nel 42% (10 su 24). E il confronto è per sua natura sbilanciato a sfavore del lancio, visto che di solito si lancia quando la situazione è peggiore.

3. L'aria calma non protegge.

Delle 249 schede che descrivono la turbolenza, 84 parlano di aria non turbolenta, e lì dentro gli esiti gravi sono il 38%, praticamente identico al 41% dell'aria moderatamente turbolenta. Guardando cosa sono quegli eventi si capisce il perché: in aria calma il 74% delle schede che indicano la fase sta a terra o quasi (31 in atterraggio, 19 in decollo, 13 in rincorsa), il vento è 0-5 km/h in 55 casi su 89, e 16 eventi su 89 comprendono una collisione con un ostacolo. Cambiano anche le cause dichiarate: in aria calma vengono indicati soprattutto errore di pilotaggio, disattenzione e valutazione errata dello spazio, mentre in aria turbolenta domina di gran lunga la valutazione errata di vento e terreno.

Dentro l'aria calma il peso degli esiti gravi sta quasi tutto nell'atterraggio: 16 su 31, contro 1 su 13 nella rincorsa di decollo. Inciampi, avvicinamenti tirati, arrivi lunghi fuori campo. La giornata tranquilla non toglie niente ai secondi vicino al terreno.

Una cosa che invece questi dati non dicono, e che mi tengo per l'articolo sulla rivista: l'esperienza. Si vedrebbe una curva rassicurante, esiti gravi che scendono dal 59% del primo e secondo anno di volo al 30% di chi vola da più di trent'anni. Non la userei, per due motivi. Qui c'è come è finita una volta che un evento è stato segnalato, e manca del tutto il denominatore, cioè quanti siamo e quanto voliamo in ciascuna fascia. E su dataset più grandi del nostro è noto che oltre una certa soglia di esperienza il rischio ricomincia a salire.

Segnalare è sempre servito a qualcosa: è la base della prevenzione, è quello che permette di andare da un costruttore con dei fatti in mano, ed è così che nel tempo sono state corrette procedure di omologazione e certificazione. Quello che aggiunge questa pagina sono due cose. Il ritorno immediato verso di voi, perché la scheda che compilate diventa consultabile da tutti in poche ore. E la visibilità di cosa non è stato segnalato: se vi ricordate di un evento e nell'elenco non c'è, significa che nessuno lo ha raccontato.

Perché il punto è questo: le segnalazioni sono poche. 29 in tutto il 2025, 9 finora nel 2026, una ventina l'anno in media. Sappiamo tutti che gli eventi sono molti di più, e ogni scheda mancante è una riga in meno in ognuno dei conti qui sopra.

Man mano che il numero sale pubblicherò statistiche e approfondimenti periodici. Con 312 schede parecchie domande interessanti restano senza risposta solo perché i numeri sono troppo piccoli: quanto pesa la classe dell'ala, quanto la protezione dorsale, cosa cambia in biposto. Con il doppio delle segnalazioni si comincia a rispondere.

Il modulo è in italiano, chiede la dinamica, le condizioni e l'attrezzatura, e non chiede il vostro nome: https://fida.aero/public-form/27?lang=it 

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